Baia di Cornino
Baia di Cornino

Baia di Cornino

Inserita in un generoso ed interessante tratto di costa trapanese, la Baia Cornino risulta posizionata alle pendici del Monte Cofano, regno incontaminato della meravigliosa omonima Riserva Naturale e confinante con la suggestiva Grotta Mangiapane. Quest’ultimo è un villaggio rurale sorto proprio nel cuore della montagna in cui si custodiscono memorie di antiche e preziose tradizioni locali, oggi patrimonio protetto dalla Sovrintendenza dei Beni Cuturali. Ma Cornino non offre solamente scorci spettacolari per panorami e paesaggi o affascinanti sentieri naturalistici immersi nella storia locale: Cornino è anche e sopratutto una tranquilla e rilassante località balneare, una interessante meta turistica tutta scoprire. Facente parte del Comune di Custonaci, famosa città per l’estrazione del marmo, ed a pochi km sia da Trapani che da San Vito Lo Capo: Cornino gode di un bellissimo litorale in cui si trovano sia una parte di spiaggia (servita da lidi con lettini, ombrelloni, pedalò o anche spiaggia libera) ed una parte di scogliera naturale e con pedane in legno per facilitare l’accesso al mare e dedicarsi allo snorkeling, attività sub ed a tutto il mare che si desidera in una vacanza da non dimenticare.

Montagna

Monte Cofano
Monte Cofano

Il monte Cofano (Cuòfanu in siciliano) è una montagna della provincia di Trapani, in Sicilia. Divide il golfo di Bonagia dal golfo di Macari, ed è ricompreso nella Riserva naturale orientata Monte Cofano. Attestato dal 1377 come Cofano, la sua etimologia deriva dal greco kóphinos («cesta») in riferimento al particolare andamento orografico del monte. Sulla sua sommità si trovano i ruderi di un edificio di guardia risalente agli inizi del XV secolo, munito di cisterna. Alla base del monte sono presenti due torri del tardo XVI secolo, quella di San Giovanni e quella della tonnara di Cofano. Questo sistema di torri costiere era comunicante tra loro. Verso nord-est era visibile la torre dell’Isulidda; in direzione sud-est erano possibili comunicazioni con torre Muzza Dal lato opposto con quelle della Tonnara di Bonagia e della Tonnara San Giuliano. l Monte Còfano vanta innumerevoli ascensioni lungo i suoi versanti, di varia difficoltà, lunghezza ed impegno. Lungo il versante ovest si staccano tre rilievi rocciosi principali che sono: la Torre Agave in fiore (270 m), la Punta Welzenbach (343 m, così chiamata per la rassomiglianza con la Cresta di Peuterey) e la Spalla Rossa (426 m). Via comune: è di gran lunga l’itinerario più frequentato, che presenta scarse difficoltà ed ampi panorami; l’unico punto che richiede passi di arrampicata è l’inizio del crinale sommitale poco oltre il Colle 244 m; un solo tratto di II+ e roccette varie, poi sentiero. Via Vela: itinerario di buona roccia aperto da Roby Manfrè Scuderi e Fabrizio Antonioli nel 1984, sale uno sperone al centro del versante sud, V. Via delle Pulzelle: percorre il terzo pilastro della parete sud che forma una cresta (Cutietta, Flaccavento, Lo Jacono e Scimonelli nel 2000), IV+. Via Vorrei fare l’ultimo tiro: sale il secondo pilastro della parete sud (Cianciolo, Cutietta, Maurici nel 1996), VI. Cresta Kangaceiros: si tratta del contrafforte sud-ovest che forma una lunga cresta divisoria per 660 m di sviluppo (Bellavista, Bosco e Lo Dico nel 1982), V. Cresta del Menhir: è la lunga cresta ovest sommitale del Monte, che prende il nome da un monolito che s’erge nella parte sommitale. La cresta vera e propria parte da oltre la Spalla Rossa cui s’accede tramite un crinale secondario a monte della Punta Welzenbach (Bellavista e Manfrè Scuderi nel 1983), 880 m di sviluppo, III+ e IV. Cresta Vistammare: è la cresta che include la Punta welzenbach e la Torre Agave in fiore, se seguita fino alla Spalla Rossa e poi fino in vetta per la cresta Menhir è la via più lunga della Sicilia, con 1200 m di sviluppo (aperta in più riprese: la prima parte Antonioli, Alessandro Gogna e Mallucci nel 1981; la parte superiore fino alla Welzenbach Bonazzi, Manfrè Scuderi e Spataro nel 1989; la Spalla Rossa Antonioli, Colesanti, Manfrè Scuderi e Geri nel 1984), V, V+.

Maria SS di Custonaci

Maria SS di Custonaci
Maria SS di Custonaci

Custonaci (Custunaci in siciliano) è un comune italiano di 5.561 abitanti della provincia di Trapani in Sicilia. Dal 26 agosto 2009 Custonaci ha acquisito, a seguito di una Bolla Episcopale, per l’intensa devozione mariana espressa nel tempo il titolo di «Civitas Mariae». È altresì denominata «Città internazionale dei marmi» per l’insistenza nel suo territorio del secondo bacino marmifero d’Europa con circa 100 cave in attività ed una cinquantina di opifici industriali. Nel suo territorio si trovano le Grotte di Scurati, antico insediamento preistorico, dove da alcuni anni si svolge nel periodo natalizio il “Presepe vivente di Custonaci”. Luogo di interesse artistico e storico è il santuario di Maria Santissima di Custonaci, attorno al quale nei secoli si sono concentrati piccoli insediamenti di agricoltori che hanno poi dato vita alla cittadina. Fu costruito intorno al 1500. Un bellissimo rosone decora la facciata della chiesa. Il santuario, custodisce una tela ad olio su tavola del XV secolo raffigurante la Vergine in procinto di allattare il bambino, oggetto della devozione dei Custonacesi e dei paesi circostanti. Inoltre è custodita una tempera su legno del 1541, bottega del Crescenzio, raffigurante la madonna in trono con bambino. Parte del comune ricade nella riserva naturale orientata Monte Cofano. Da vedere anche la Tonnara di Monte Cofano. Nel 2016 è stato scoperto un granaio islamico e due monumenti astrali soprannominati “Cavallo del Sole” e “Porta del Sole” ricadenti entrambi sul monte Sparagio.